6 luoghi poco conosciuti a Berlino vicino alla porta di Brandeburgo

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La porta di Brandeburgo di Berlino (Brandenburger Tor) è sicuramente il luogo più visitato e fotografato della capitale tedesca. La maggior parte dei visitatori non sa che a pochi passi di distanza si trovano edifici e memoriali molto interessanti, alcuni dei quali pressoché sconosciuti e che valgono la pena di essere visitati. In questo articolo trovate una rassegna dei luoghi più interessanti, nascosti o poco conosciuti, vicino alla porta di Brandeburgo.

6 luoghi nascosti o poco conosciuti vicino alla porta di Brandeburgo

Raum der Stille: la Sala del Silenzio

La sala del silenzio è stata costruita negli spazi destinati alla vecchia dogana, che si trova alla destra della porta di Brandeburgo. L’idea di creare al centro di Berlino una stanza del silenzio interconfessionale è nata poco tempo dopo la caduta del Muro. In breve dopo il 1989, anno della sua caduta, si sono uniti cittadini berlinesi in un’iniziativa pubblica con l’obiettivo di allestire una stanza che ispirasse pace e comprensione. Un luogo il più vicino possibile all’ex frontiera del Muro, nella fascia della morte, tra i blocchi nemici dell’Est e dell’Ovest dove le le ideologie si contrapponevano, una stanza del silenzio che fosse interreligiosa e interculturale, di libero accesso a chiunque. Uno spazio nel centro di Berlino dove incontrarsi in silenzio, nonostante le differenze.

Per questo motivo, il design della sala del silenzio di Berlino è neutro e semplice; non ha alcun orientamento religioso, ideologico o politico. L’unica decorazione presente nello spazio è un arazzo di Ritta Hager, dal titolo “La luce che penetra nel buio“. Il desiderio di promuovere la pace è chiaramente illustrato da una lavagna su cui è scritta la parola “pace” in molte lingue e da un collage sul tema della “tolleranza” creato dagli studenti berlinesi. Una piccola stanza ricavata all’interno della porta di Brandeburgo dove poter riflettere e meditare sulla nostra contemporaneità e sulla storia tragica della capitale tedesca.

LUOGHI POCO CONOSCIUTI A BERLINO VICINO ALLA PORTA DI BRANDEBURGO
6 luoghi nascosti o poco conosciuti vicino alla porta di Brandeburgo

DZ Bank – Edificio progettato da Frank O. Gehry

Per coloro che amano l’architettura contemporanea il palazzo DZ Bank in Pariser Platz Nr. 3 è una tappa obbligatoria. Il palazzo della DZ Bank ospita gli uffici della banca, stanze per conferenze e appartamenti ed è stato costruito tra il 1996 e il 2001 su progetto dell’architetto di fama internazionale Frank O. Gehry. La parte interessante è proprio il cortile interno dell’edificio, visto che le rigide norme edilizie del comune di Berlino escludevano un intervento sulla facciata simile al museo Guggenheim di Bilbao, opera dello stesso architetto. Gehry si è sbizzarrito nelle forme interne che contrastano nettamente con la severità esteriore. Il cuore della costruzione è costituito da un grande atrio coperto, che fornisce anche l’illuminazione delle aree ufficio distribuite su sette piani. All’interno dell’atrio sono presenti altri moduli speciali: il tetto a cupola di vetro al piano terra e l’auditorium a forma di conchiglia rivestito in acciaio inox. Gli addetti alla sicurezza lasciano passare tranquillamente i visitatori che si presentano in piccoli gruppi fino all’ingresso, dal quale si può ammirare lo spettacolare cortile interno in tutta la sua bellezza.

LUOGHI POCO CONOSCIUTI A BERLINO VICINO ALLA PORTA DI BRANDEBURGO
6 luoghi nascosti o poco conosciuti vicino alla porta di Brandeburgo

Statua di Marino Marini: “Miracolo – L’idea di un’immagine”

Presso la scalinata dell’edificio Marie-Elisabeth-Lüders-Hause è possibile ammirare l’opera dell’artista italiano Marino Marini, uno dei più importanti scultori del Novecento.

Dopo la Seconda guerra mondiale le sculture di Marino Marini incarnano una spirito di ribellione e di critica contro i crescenti pericoli geopolitici dell’epoca, un grido di protesta solidificato nella materia per denunciare i rischi e la costante minaccia che possono rappresentare forze umane belligeranti, forze terribili che, una volta scatenate non sono più controllabili. Marino Marini con l’opera berlinese esprimeva il pericolo della Guerra Fredda e di una possibile guerra nucleare.

Questo richiamo etico è rafforzato dal fatto che altri esemplari verranno allestiti a Tokyo e Gerusalemme. In questo modo, entrambe le città sono collegate a Berlino in un fatidico triangolo. La scultura è collocata sulla scalinata della Marie-Elisabeth-Lüders Haus sulle rive della Sprea, dove un tempo Est e Ovest erano ostili l’uno all’altro.

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Memoriale Sovietico

A soli 300 metri dal Reichstag, il parlamento tedesco a Berlino, si trova il centralissimo monumento sovietico già inaugurato nel novembre 1945 e dedicato ai soldati morti nella Battaglia di Berlino. L’area ospita infatti le tombe di circa 2.500 soldati sovietici, deceduti nell’ultimo combattimento per la liberazione e occupazione della capitale tedesca.

Il monumento commemorativo sulla Straße des 17. Juni è affiancato da due carri armati della famigerata classe T-34. Secondo la storiografia sovietica, furono questi i due primi veicoli cingolati, a fine aprile 1945, ad arrivare nella capitale tedesca.

Il Memoriale è stato costruito nel settore britannico ed è quindi rimasto al di fuori della sfera di influenza sovietica dopo la costruzione del Muro. Tuttavia, fino all’inizio degli anni ’90, i soldati sovietici vi hanno tenuto una guardia d’onore. Oggi il monumento commemorativo è una meta turistica molto popolare. Ci sono altri due importanti cimiteri militari sovietici a Berlino: il monumento commemorativo nel parco Treptower Park e quello di Schönholzer Heide.

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Memoriale agli omosessuali perseguitati durante il nazismo

Proprio di fronte al visitatissimo Memoriale agli Ebrei assassinati in Europa a Berlino si trova questo altro memoriale meno conosciuto. In estate è poco visibile visto che è posto all’interno del parco Tiergarten e le foglie degli alberi ne impediscono la vista. Il monumento è stato progettato da Michael Elmgreen e Ingar Dragset. Gli artisti hanno ripreso il linguaggio formale del monumento dell’Olocausto e lo hanno integrato con un ulteriore elemento: un film con una scena di un bacio scambiato fra due persone dello stesso sesso che può essere visto da un’apertura-finestra. Il monumento ha lo scopo di onorare omosessuali vittime della persecuzione del Nazionalsocialismo e allo stesso tempo di “dare un segno costante contro l’intolleranza, l’ostilità e l’esclusione nei confronti di gay, lesbiche e trans”.

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Memoriale ai Sinti e Rom assassinati durante il nazismo

Solo nel 1982 lo sterminio dei Sinti e dei Rom perseguitati e designati come “zingari” è stato riconosciuto ufficialmente come genocidio. Fino ad allora, i sopravvissuti che continuavano, anche dopo la guerra, ad essere discriminati come criminali e antisociali avevano dovuto combattere per decenni una lotta storica e giuridica per il riconoscimento delle loro sofferenze durante il regime nazista.

Il monumento è formato da un bacino circolare con al centro una stele la cui forma triangolare, appena sopra il livello dell’acqua, ricorda il triangolo identificativo nei campi di concentramento. Ogni giorno a mezzogiorno la stele affonda e riappare con un fiore fresco. Un tono di violino, suonato da un musicista Rom, in tonalità variabili è, a volte più a volte meno, udibile nella sua intensità. Intorno al bacino sono riportati i nomi dei campi di concentramento e di sterminio dove sono stati assassinate le persone delle minoranze etniche perseguitate durante il Nazionalsocialismo.

La poesia “Auschwitz” del musicista e professore italiano Santino Spinelli è incisa sul bordo della fontana oltre che su una lastra di cemento lungo la parete di accesso al Memoriale, in quattro lingue. “Un cuore lacerato / senza respiro / senza parole / senza lacrime“.

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